Detroit Metal City: death metal o pop svedese?

Detroit Metal City (デトロイト・メタル・シティ Detoroito Metaru Shiti) è un anime, un cartone animato giapponese, davvero molto breve: finora è stata prodotta una sola serie di 24 miniepisodi di 5 minuti l’uno. Se li guardi tutti di fila in un’ora hai già fatto.

L’argomento scelto, poi, ha permesso agli autori di dare briglia sciolta alla tipica comicità demenziale giapponese: qui si parla di metal estremo, di chi lo fa, di chi lo ascolta, di chi lo vive, ma soprattutto di chi lo fa, lo ascolta e lo vive ma in realtà vorrebbe solo starsene tranquillo a casa a guardare film francesi e a bere tisane.
Negishi è un caro ragazzo di campagna, proviene dalla bucolica prefettura di Oita ma ha deciso di andare a studiare a Tokyo perché vuole sfondare nella musica. È un ottimo chitarrista: ama il pop e le dolci ballate che parlano d’amore, mentre non sopporta il metal, la violenza, la volgarità e le droghe. Purtroppo però cercando di diventare famoso qualcosa va storto, e Negishi si ritrova a vestire involontariamente e inaspettatamente i panni di Johannes Krauser II, il sanguinario frontman della band in rapida ascesa Detroit Metal City. La cosa lo ripugna, ma pur di suonare ad alti livelli si fa questo ed altro: così prima di ogni concerto Negishi si maschera con un elaboratissimo costume e un face painting da fare invidia agli Immortal, e in un battibaleno si trasforma nell’Imperatore dell’Inferno. Purtroppo per lui, però, gli sceneggiatori crudeli si sono divertiti un mondo a inventare situazioni allucinanti in cui infilarlo, condite di equivoci e vecchie conoscenze che ritornano a galla, abituate a tutto un altro tipo di persona… Per Negishi sarà sempre più difficile tenere nascosta la sua doppia vita ai vecchi amici da una parte, e ai bestiali fan dei DMC dall’altra.

Nato come manga (edito in Italia da Planeta DeAgostini) nel 2005, DMC ha visto la luce come anime solo nel 2008; parallelamente alla serie animata, poi, è stato prodotto anche un omonimo film con attori in carne e ossa uscito in giappone nell’agosto dello stesso anno. Il character design degli attori però perde qualcosa rispetto alla versione disegnata: non è facile rendere appieno le grottesche espressioni di Krauser e degli altri metallari immaginari, anche se possiamo dire che è stato fatto un ottimo tentativo. E poi a un certo punto compare Gene Simmons dei Kiss… da vedere anche solo per quello.
Vi lascio con la sigla della serie; buona visione,terroristi dall’inferno!
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Una risposta a Detroit Metal City: death metal o pop svedese?

  1. Enri ha detto:

    Originariamente pubblicato su Ragoo Venerdì 3 Dicembre 2010.

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