Pausa studio in biblioteca: caffè, merendina, sigaretta e… Mario Bros?


Sabato pomeriggio come mio solito non avevo una mazza da fare, così ho deciso di aggregarmi a una visita guidata all’Archivio della Cineteca di Bologna.

Questa struttura, conosciuta a fondo quasi esclusivamente dagli studenti del Dams di Bologna, in realtà è aperta a tutta la cittadinanza; l’accesso è pubblico, e la Biblioteca si trova accanto a un luogo molto amato e assai frequentato dai bolognesi, le sale del Cinema Lumiere in Via Azzo Gardino 65/b. Questo edificio, assieme alle connesse strutture amministrative in via Riva Reno e così come la galleria MAMBO, i locali del Cassero e la Facoltà di Scienze della Comunicazione, è parte del complesso architettonico della Manifattura delle Arti, costruito sulla base di quelli che un tempo erano i luoghi del polo industriale cittadino ristrutturati nel 2003. 
Nei vasti archivi della Biblioteca, dedicata alla memoria di Renzo Renzi (uno dei fondatori della Commissione Cinema del Comune di Bologna, precorritrice nel 1963 dell’odierna Cineteca) è contenuta una sconfinata mole di libri, riviste, fotografie e pubblicazioni specialistiche. Le tematiche dei documenti però non si limitano solo al cinema: negli scaffali della Biblioteca trovano infatti ampio spazio anche fotografiagraficafumettovideogiochi, e questo accostamento non è affatto azzardato.

Escludendo la fotografia, il cui legame col cinema discende dalle stesse leggi fisiche comuni alle due tecnologie, quelli del fumetto e dei videogames sono due linguaggi -e mercati!- in rapidissima crescita e in pieno sviluppo sotto il punto di vista di stile, mezzi e contenuti. Entrambi negli ultimi anni stanno ottenendo una valorizzazione culturale e accademica che ne riconosca finalmente la dignità di Arti, e la linea di demarcazione che li separa dal cinema si fa sempre più sottile. Per fare due esempi (ma ci si potrebbe sbizzarrire) basti pensare ai bozzetti e agli storyboard che da sempre illustrano su carta la struttura in sequenze dei film, o al taglio decisamente cinematografico delle “cutscene” dei videogiochi dell’ultimo decennio. 

Per questo motivo, oltre ai classici materiali cartacei e audiovisivi, l’archivio contiene anche un ricchissimo fondo di 1.500.000 fotografie200.000 manifesti originali, due ricche sezioni dedicate a fumettivideogiochi e una saletta interamente attrezzata all’uso di questi ultimi, con schermi e console che dall’ultima generazione tornano indietro nel tempo fino dinosauri come il Commodore 64 o l’Atari 2600. Nell’ambito di questa ricerca multidisciplinare è stato anche organizzato nel maggio 2010 un convegno su videogames e intermedialità, il Far Game, che auspicabilmente, vista la direzione presa dalla Biblioteca della Cineteca, vedrà altre edizioni.

Restando in ambito più prettamente cinematografico, però, l’Archivio contiene anche due fondi dedicati alla memoria e alla documentazione delle opere di Charlie ChaplinPier Paolo Pasolini; in essi sono contenuti gli interi archivi professionali e privati, catalogati e digitalizzati, dei due autori, raccolti con la collaborazione dell’Associazione Fondo Pier Paolo Pasolini di Laura Betti e dell’Association Chaplin. Questi e altri aspetti evidenziano così la vocazione e il riconoscimento ottenuto in ambito internazionale dall’opera della Cineteca di Bologna in ambito conservativo e archivistico, ma anche in quelli organizzativo, promozionale e di restauro delle vecchie pellicole. Sono numerosi i festival organizzati in città dalla cineteca (il più celebre dei quali è sicuramente Il Cinema Ritrovato, il famoso “cinema in piazza” delle notti estive bolognesi) e negli ambienti specializzati di tutto il mondo è riconosciuto il valore indiscutibile del suo Laboratorio di Restauro.
Andando sulle note dolenti, purtroppo, l’orario osservato dalla Biblioteca Renzo Renzi non è precisamente amico dei lavoratori (è aperta solo nei giorni feriali, e solo fino alle 1830), e a mio parere questa rappresenta una grossa occasione persa. Anche se trovo perfettamente condivisibile la scelta di non effettuare prestiti, per poter garantire la disponibilità dei documenti agli studiosi che vengono da anche da molto lontano per consultare i fondi, con una tale limitazione di orari il godimento dello sterminato fondo archivistico resta per forza di cose confinato alla ristretta cerchia degli addetti ai lavori e non ha modo di essere fruito dalla cittadinanza.
Per info:
Biblioteca Renzo Renzi, Via Azzo Gardino 65/b.
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  1. Enri ha detto:

    Originariamente pubblicato su Ragoo Mercoledì 1 Dicembre 2010.

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